FERMENTI LATTICI

L'intestino è l'ultima parte dell'apparato digerente. Si presenta come un tubo di diametro variabile con pareti flessibili, ripiegato più volte su se stesso.
L'intestino inizia con l'apertura pilorica dello stomaco e termina con l'ano. Si divide in due porzioni: l'intestino tenue e l'intestino crasso. L'intestino tenue è a sua volta suddiviso in duodeno, digiuno e ileo; quello crasso in cieco, colon e retto

L'intestino tenue occupa tutti gli spazi della cavità addominale non occupati da altre viscere e si snoda attraverso varie inflessioni, chiamate anse intestinali. La mucosa dell'intestino tenue appare come vellutata e presenta diverse pieghe che ne aumentano la superficie. Al di sotto di una di queste pieghe, in corrispondenza con il duodeno, si apre il dotto pancreatico. Per tutta l'estensione dell'intestino ci sono i villi intestinali, costituiti da fitte pieghe della mucosa intestinale attraverso cui vengono assorbiti i nutrienti delle sostanze che ingeriamo.

Negli esseri umani si trovano tra le 500 e 10000000 specie differenti di microorganismi, i più numerosi dei quali sono batteri, ma anche in misura inferiore miceti e virus.
Il microbiota umano si sviluppa nel corso dei primi giorni di vita e sopravvive, salvo in caso di malattie, sorprendentemente a lungo.
La Flora Batterica Intestinale è una comunità di migliaia di miliardi di microbi ( innocui, autoctoni) che vivono nel tratto gastro-intestinale e scompongono con gli enzimi i nutrienti, regolando la quantità e la qualità delle sostanze estratte da inviare alle cellule del corpo. Quando una parte od alcuni ceppi di questi microbi aumentano o diminuiscono, si parla di alterazione della flora batterica ( disbiosi).

Ogni individuo possiede il suo proprio microbiota, i ricercatori dell'INRA hanno messo in evidenza l'esistenza di un piccolo numero di specie condivise da tutti che costituirebbero il nucleo filogenetico del microbiota intestinale.

I batteri lattici (LAB, Lactic Acid Bacteria), per la maggior parte rappresentati dai lactobacilli sono, insieme ai bifidobatteri , i più comuni tipi di microrganismi probiotici intestinali. Fra essi, è opportuno citare i seguenti:

Dal punto di vista etimologico, il termine “ probiotico” deriva dall'unione della preposizione latina pro (“ a favore di”) e dell'aggettivo greco βιωτικός (biotico), derivante a sua volta dal sostantivo βίος (bios, “ vita”).

Le prime osservazioni sugli effetti positivi dei probiotici sulla salute dell'uomo risalgono all' inizio del XX secolo; il premio Nobel Eli Metchnikoff, che lavorò all'Istituto Pasteur nei primi anni del Novecento, ipotizzò che questi effetti derivassero da un miglioramento dell'equilibrio microbico intestinale tramite inibizione di batteri patogeni.[1] Da allora le conoscenze sui probiotici si sono arricchite di studi scientifici e clinici in ampia numerica e con grande frequenza. Sono pertanto disponibili oggi dati su effetti specifici, come ad esempio attenuazione di malattie infiammatorie croniche intestinali,[2] prevenzione e trattamento di diarrea indotta da patogeni,[3] infezioni urogenitali,[4] malattie atopiche[5]


  1. Metchnikoff, E. Essais optimistes. Paris. The prolongation of life. Heinemann, 1907.
  2. Mach T, Clinical usefulness of probiotics in inflammatory bowel diseases (PDF), in Journal of Physiology and Pharmacology: an Official Journal of the Polish Physiological Society, 2006
  3. Yan F, Polk DB, Probiotics as functional food in the treatment of diarrhea, in Current Opinion in Clinical Nutrition and Metabolic Care, vol. 9, nº 6, novembre 2006.
  4. Reid G, Probiotic Lactobacilli for urogenital health in women, in J. Clin. Gastroenterol, settembre 2008.
  5. Vanderhoof JA, Probiotics in allergy management, in Journal of Pediatric Gastroenterology and Nutrition, novembre 2008.

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